Approccio Sistemico Transpersonale

ll Counselor olistico (o l'Operatore Olistico) è uno specialista della relazione d’aiuto che propone un approccio globale adottando il paradigma in cui tutto è interconnesso. Integra competenze comunicativo-relazionali con metodologie naturali, energetiche, artistiche e meditative. Attraverso un percorso esperienziale e creativo favorisce i processi di cambiamento, consapevolezza, empowerment e crescita della persona, che non riguardano necessariamente disagi o problemi, ma che individuano un percorso di auto-conoscenza e auto-consapevolezza.

Il quadro di riferimento teorico-applicativo è il Counseling olistico sistemico ad approccio transpersonale, basato sui principi fondamentali dell’indirizzo fenomenologico e della sistemica relazionale, con integrazione delle tecniche di Counseling olistico ad approccio non direttivo centrato sulla persona di C. Rogers.

L’orientamento sistemico relazionale, prende in considerazione il comportamento dell’individuo focalizzando l’attenzione sull’ambiente circostante in cui esso è vissuto, sul sistema, sulla rete di relazioni significative di cui egli è parte e in tal senso considera la famiglia e la società come sistema transazionale soggetto a cambiamenti.

Per "sistema" (dal greco systéma, da syn-ìstemi, stare insieme) si intende un'unità intera e unica composta da parti in relazione tra loro e tendenti all'equilibrio, tale che l'intero risulti diverso dalla semplice somma delle parti e qualsiasi cambiamento di una di queste parti influenzi la globalità del sistema.

La Teoria Generale dei Sistemi (o Teoria Sistemica) fu formulata alla prima e seconda cibernetica e la teoria dei sistemi elaborata da L. Von Bertanlaffy, la “Scuola di Palo Alto” e il Mental Research Institute, con i loro maggiori esponenti Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley, Paul Watzlawick.

Bateson, assieme a Paul Watzlawick e altri esponenti della scuola di Palo Alto, applicarono con efficacia la teoria sistemica alle scienza sociali, approfondendo in particolar modo la comunicazione.

Ogni contesto di riferimento relazionale può essere quindi considerato un “sistema”, ovvero un insieme di persone che interagiscono tra loro e che sono unite da legami affettivi che funzionano in virtù della loro interdipendenza. Si parte quindi dal presupposto che le relazioni interpersonali hanno una grande influenza sullo stato di benessere o malessere sperimentato da un individuo in un particolare momento di vita.

Il Counseling sistemico mira pertanto ad attivare/incentivare le capacità di ricerca di soluzioni alternative sia da parte del singolo che da parte del suo network familiare o lavorativo. L'approccio sistemico avrebbe il compito essenziale di riportare in equilibrio questi sistemi. Nell’ambito del counseling sistemico possiamo far riferimento allo straordinario metodo delle “Costellazioni Familiari” ideato da Bert Hellinger negli anni 80'.

Il termine "Transpersonale", è stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli, il creatore della psicosintesi, ed in seguito da C. Carl Jung, e sta ad indicare quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l'identificazione con la personalità individuale.

Il Counseling transpersonale pertanto è quell'approccio che si occupa dello studio e della cultura della spiritualità e delle esperienze spirituali in un contesto di relazione di aiuto non direttiva. Dagli anni settanta agli anni novanta, il campo fu sviluppato tramite le opere di studiosi e professionisti come Stanislav Grof, Ken Wilber, Victor Frankl, Carl Rogers, Abraham Maslow e molto altri ancora.

Primo fra tutti è da citare Carl Gustav Jung il quale postulò l'esistenza di un "Inconscio Collettivo", inizialmente da lui stesso definito Uberpersonliche (transpersonale). Tale inconscio sarebbe l'artefice della fondamentale interconnessione di ogni psiche individuale e sarebbe popolato da archetipi i quali costituiscono la base stessa di ogni esperienza transpersonale.

Fu Abraham Maslow, uno degli esponenti di spicco della psicologia umanistica, a proporre, nel 1968, un ulteriore ampliamento delle basi filosofiche e del campo di ricerca della psicologia:

 

Dovrei pure osservare che, a mio avviso, la psicologia umanistica,
la Terza forza della psicologia, è transitoria,
è un prologo ad una Quarta psicologia ancor più "elevata",

trans-personale, transumana,

incentrata sul cosmo anziché sui bisogni e sull'interesse umano,
oltrepassante la condizione umana, l'identità, l'autorealizzazione e così via.

 

Carl Rogers (padre del Counseling), intorno agli anni ’40 sviluppa una metodologia d’aiuto basata sul concetto di non direttività, partendo dal presupposto che ogni individuo possiede la capacità di autocomprendersi, migliorare e trovare soluzioni alle proprie difficoltà. L’approccio centrato sulla persona si fonda sul valore predominante dell’esperienza di ogni essere umano e stimola ogni individuo ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dei propri vissuti.

Carl Rogers individua tre condizioni fondamentali perché la relazione d’aiuto abbia successo e si crei il clima di fiducia indispensabile al cliente per procedere verso una chiarificazione e accettazione dei suoi vissuti emotivi e della sua esperienza, a qualsiasi livello.

Queste condizioni sono:

  • Empatia
  • Autenticità
  • Accettazione incondizionata

 

Nel 1970 (Jung era morto da 9 anni) J. Hillman assunse la direzione della Spring Publications. La novità del punto di vista di Hillman - l'aspetto rivoluzionario della sua psicologia - è stata nell'intenzione di portare l'analisi fuori da un rapporto a due e nella scelta di polarizzare l'attività su due nuovi centri dinamici: l'anima e l'archetipo. La nozione di anima che Hillman reintroduce nella cultura psicologica occidentale, ma anche nella storia, traendola fuori dal linguaggio poetico e religioso nel quale era stata confinata dopo il neoplatonismo rinascimentale, è fortemente connessa al mito, che in essa trova il proprio luogo di manifestazione ininterrotto, e rivaluta fortemente l'immaginazione.

La fenomenologia come concetto filosofico trova la sua origine e teorizzazione nel pensiero di Edmund Husserl (1859-1938), il quale formulò i principi della dottrina fenomenologica. Tra i principali il metodo fenomenologico si basa sulla "sospensione di giudizio" (epoché), ovvero viene messa "tra parentesi" l'esistenza del mondo: non si deve cioè accettare alcunchè come scontato, ma avvolgere ogni cosa nel dubbio (col paradosso cartesiano per cui "posso dubitar di tutto ma non del fatto che sto dubitando"), sapendo che quello che percepisco coi sensi è quello che appare, non necessariamente quello che è.

 

Tra i compiti specifici del Counselor Olistico ad approccio Sistemico Transpersonale, è quello di guidare il cliente attraverso i delicati passaggi dell’evoluzione della coscienza che lascia gradualmente le problematiche personali per avventurarsi nei territori archetipici dove risiedono le dimensioni del significato esistenziale, dell’esperienza spirituale, delle qualità più genuinamente umane, dell’ipersensibilità e degli stati non ordinari di coscienza, al fine di attivare stati di risorsa, superare i disagi momentanei, accrescere l’autoconsapevolezza e raggiungere i propri obiettivi.

Il Counselor Olistico aiuta la persona a ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali, energetiche, artistiche e spirituali, che stimolano un naturale processo di trasformazione e crescita della consapevolezza di Sé. Lavora con metodologie o approcci integrati, egli opera con le persone sane o con la parte sana delle persone "malate" per ritrovare l'armonia psicofisica attraverso l'uso di tecniche naturali, energetiche, artistiche, culturali e spirituali. Si può definire come promotore di Salutogenesi.

 

 

Il Counselor (o l'Operatore Olistico) non usa diagnosi, non prescrive cure o rimedi e soprattutto non promette guarigioni e non deve essere confuso con una figura sanitaria in quanto il lavoro del Counselor non prevede attività di diagnosi e/o natura clinico-sanitaria, ai sensi di legge.

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