Cos'è la Psicosomatica?

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È una branca della medicina che studia la relazione tra un disturbo somatico e i fattori psicologici coinvolti nella sua origine.

Ogni "malattia", infatti, è determinata da molteplici fattori: una predisposizione genetica e/o costituzionale, lo stile di vita, l’alimentazione e da fattori psicologici quali ad esempio un evento stressante, la propria modalità di affrontare la realtà e le difficoltà. Tutti questi fattori concorrono, in maniera diversa, a provocare un disturbo o una malattia.

La psicosomatica studia il ruolo dei fattori psicologici nel processo di malattia.

In passato si parlava di malattie psicosomatiche riferendosi a quelle malattie organiche la cui causa era ignota e per le quali si pensava potesse esistere una genesi psicologica, cioè la creazione di un disturbo (soma) in un certo organo come conseguenza di un disagio psicologico.

Approfondendo questo aspetto della malattia è nata la "psicosomatica", quella branca della medicina che pone in relazione la mente con il corpo, il mondo emozionale ed affettivo con la malattia, occupandosi di capire l’influenza che la mente e le emozioni esercitano sul corpo e le sue malattie.

Sappiamo ormai per certo che esistono profonde relazioni tra il piano della Psiche (Rei) e quello del Soma (Ki), ovvero tra il mondo affettivo, emozionale, relazionale, mentale e spirituale dell’individuo e la parte fisica, organica, biologica, materiale.

Georg Groddeck (1866-1934), medico e padre fondatore della medicina psicosomatica, già nel 1917 era convinto che la distinzione tra anima e corpo non fosse sostanziale ma che corpo e anima costituissero un tutto unico e che quindi è da rifiutare la distinzione tra disturbi fisici e disturbi psichici, ma che si deve tentare di curare il singolo individuo in sé, e da questo concetto incamminarci lungo la strada verso la guarigione. Le malattie organiche sono semplicemente "messaggi", simboli che il nostro inconscio ci manda per segnalarci un disagio interiore, un nodo psicologico non risolto, alle volte anche vecchio di anni, che improvvisamente produce una malattia. La malattia quindi come simbolo è lì ad indicarci che qualcosa, “dentro” di noi, oltre che “fuori”, non va. Molto noti i suoi studi sull'Es, sul simbolismo degli organi del corpo e sull'applicazione della psicoanalisi alla cura delle affezioni somatiche. Sigmund Freud riconobbe di aver preso il termine «Es» dal lavoro di Groddeck.

Sono considerate malattie psicosomatiche quelle malattie alle quali si riconosce una genesi psicologica (o quantomeno in buona parte psicologica) ed in cui si viene a realizzare un vero e proprio stato di malattia di un organo con indiscutibili segni di lesione.

Generalmente ciò accade quando una persona non percepisce rabbia, frustrazione o stress davanti ad una difficile condizione di vita lavorativa o familiare, ed il corpo, come tentativo di difesa, manda degli avvisi più concreti tramite disturbi fisici.

Spesso la persona neppure riesce immaginare una possibile connessione tra il suo disturbo (ulcera, colite, asma,..) e le sue emozioni o la sua vita lavorativa.

Non è ben chiaro come insorgono le malattie psicosomatiche, ma sembra sono da attribuire ad una difficoltà di colloquio tra il sistema nervoso centrale (controlla il pensiero e le azioni) ed il sistema nervoso automatico (che invece presiede al funzionamento degli organi): tale equilibrio entra in crisi, quando il nervosismo passa da un “circuito” all’altro, si verificano questi sintomi particolari che incidono sui vari organi del corpo.

Sensibili alle malattie psicosomatiche sono tutte le parte del corpo, tanto che possono risentirne l’apparato gastrointestinale (gastrite, iperacidità gastrica, pilorospasmo, colon irritabile, stipsi, nausea, vomito, diarrea), il sistema respiratorio (asma bronchiale, dispnea), il sistema cardiovascolare (aritmia, tachicardia, ipertensione arteriosa), il sistema cutaneo (psoriasi, acne, dermatite atopica, prurito), il sistema endocrino (ipopituitarismo, iper o ipotiroidismo, ipoglicemia, diabete mellito).

In questi casi quindi la malattia è un modo per scaricare l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sopportate; la persona non riesce a rilevare l’entità e l’importanza del disagio psicologico e le emozioni, pur essendo presenti, non vengono percepite. Di solito il paziente psicosomatico ha un buon adattamento alla realtà, con un pensiero sempre ricco di fatti e di cose e che non rileva grosse emozioni, che difficilmente prova sentimenti quali rabbia, paura, delusione, scontentezza, insoddisfazione.

Il lavoro con Reiki, (Rei=Dio/energia Universale; Ki=uomo/corpo/soma) soprattutto nel primo livello, che si occupa dell'autoguarigione del corpo fisico, consiste nel portare l'energia di Reiki nel corpo, ovvero veicolare informazioni canalizzate. Portando questo livello di energia, dal corpo lentamente le informazioni cominciano a riaffiorare alla coscienza e riprendiamo cosi' consapevolezza. Con Reiki l'energia che entra nel corpo scioglie i nodi e i blocchi, tale che le informazioni riaffluiscano alla psiche, divenendo in grado di vedere con chiarezza cos'è che non riusciamo ad esprimere, digerire o vedere, diventando liberi. Dal monento in cui prendiamo coscienza, siamo liberi di scegliere, liberi di esprimerci e di autoguarire.

Le Costellazioni Familiari e Sistemiche sono altresi' uno strumento di potenziamento proprio di questa comprensione consapevole dell’essere. Non si tratta di proporre rimedi onnipotenti, ma di comprendere le radici del malessere e di fondare l’intervento della nuova psicosomatica sull’osservazione del movimento profondo che nell’animo della persona la porta verso una soluzione legata alla malattia anziché alla salute.

Ogni parte del nostro corpo ha una funzione specifica che s’integra complementariamente con la globalità del nostro sistema corpo-mente. Se impariamo a coniugare il sintomo con il suo significato profondo e con la correlazione all’organo colpito, avremo maggiori possibilità di arrivare alla causa prima del nostro malessere. Ciò che siamo abituati a chiamare “malattie”, non sono altro che simboli, che sul piano metaforico ci propongono significati nuovi ai nostri disturbi, interpretazioni sul piano simbolico ed inconscio del nostro malessere. Rappresentare l’organo ammalato attraverso il metodo delle Costellazioni o mettere il cliente di fronte alla personificazione della propria malattia è un invito a rappresentare il proprio mondo interiore, ed a comprenderne le dinamiche profonde, a volte autosabotanti, distruttive, dolorose.

Solamente la visione e la presa di coscienza di questo dato, potrebbe bastare al cliente per destrutturare una serie di blocchi psicologici e giungere a nuove consapevolezze riguardo se stesso e il proprio sistema; ma in genere si cerca di effettuare un aggiustamento della sistuazione, di esercitare quindi un ruolo attivo nella ridefinizione del sistema.

 

Le informazioni sopra descritte hanno solo fine illustrativo e non danno consigli medici.

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