Il Percorso con Reiki

  percorso con reiki

Ogni tecnica è uno strumento necessario per poter lavorare con efficacia; ma nel momento in cui però sono di impedimento, dobbiamo essere capaci di abbandonarle. Quando oramai abbiamo attraversato il fiume, lasciamo che la barca faccia ritorno alla riva di partenza. Da questo momento in poi siamo in grado di seguire la nostra strada...

Con Reiki la situazione è analoga: bisogna trovare il proprio cammino e percorrerlo poi con amore e umiltà. Per questo dobbiamo imparare ad avere fiducia in noi stessi, invece di chiedere sempre consiglio agli altri. Dal punto di vista pratico questo significa, riguardo al percorso con Reiki: non credere a nulla ciecamente, mettere ogni cosa in discussione e sperimentare tutto personalmente. Solo quando avremo verificato che una determinata cosa è vera e giusta, in base alla nostra esperienza, al nostro sentire, questa cosa acquisterà valore per noi.

Ma per facilitare questo processo si rivela utile e vantaggioso per la natura psicobiologica umana affidarsi ad una Guida, un Maestro, per un determinato periodo di tempo, poichè l'occhio non può vedere se stesso; per farlo, ha bisogno di uno specchio. Gli esseri umani possono riconoscersi e imparare ad accettarsi sinceramente cosi' come appaiono soltanto nello specchio di un'altra persona che li guardi in modo onesto, amabile e autentico. Quanto più profondi sono il rapporto e la fiducia che si sviluppano tra il maestro e l'allievo attraverso varie esperienze comuni, tanto più saranno essenziali gli insegnamenti e più significativa la trasformazione. Ed un sano rapporto di crescita personale e spirituale, dovrà anche prevedere una fase in cui il cordone ombelicare, dopo un certo tempo, verrà reciso;

La crescita può essere anche collegata al dolore e alla sofferenza. Lungo il percorso dello Spirito, in particolare nessuno ci regalerà mai niente. Il dolore di cui parliamo è al di là delle valutazioni morali: non è ne buono ne cattivo. La vita è interessata soltanto alla nostra crescita spirituale, quand'anche dovesse risultare dolorosa.

La vita è una specie di rappresentazione teatrale indicata in India con la parola sanscrita Lila. Questa rappresentazione può essere rappresentata nel Reiki principalmente in tre tappe sul cammino dello spirito:

 

La Prima Tappa

La prima tappa è quella dell'uomo privo di ego. Quest'uomo non sà chi è, la sua coscenza non ha un centro cristallizzato. Un tale uomo non ha arbitrio, è una foglia al vento che va ridestato da questo sogno. Questo tipo di risveglio funziona molto bene con Reiki. Grazie all'iniziazione al primo livello Reiki, l'uomo sarà fatto uscire da questo stato di torpore e gli si offriranno numerose possibilità di prendere letteralmente la vita in mano.

Questa decisione deve essere assolutamente personale; nessuno, neppure l'insegnante più capace, dovrà forzare la sua volontà in modo alcuno.
Per mezzo dell'autotrattamento Reiki, arriviamo sempre piu' vicini al nostro involucro fisico e dal punto di vista psicologico, acquisiamo un maggior senso di responsabilità verso la nostra salute e il nostro benessere, l'autoguarigione del corpo fisico e l'inizio del viaggio.

 

La Seconda Tappa

La seconda tappa è quella di un uomo che scrive la storia della sua vita.
A questo scopo possono contribuire il secondo livello Reiki con le sue tecniche di trattamento a distanza, il lavoro sul proprio passato e sul futuro, la purificazione del karma e il lavoro di affermazione.

 

La Terza Tappa

La terza tappa è quella di un uomo che è assurto ad una dimensione cosmica.
Questo uomo sà che la sua identità personale è un'illusione.

Per arrivare a questa stazione dovete però essere saliti sul treno giusto e aver lasciato dietro di voi tutte le fermate precedenti, dovete avere con voi la vostra anima e recuperato i frammenti nel passato.
Se avete già capito una volta chi e che cosa siete, scompaiono nel mare della coscienza cosmica tutti i modelli di comportamento, tutte le teorie e le vostre personali manie di grandezza.

A questo punto non avete piu' bisogno di alcuna tecnica nè del Reiki, siete voi Reiki stesso.

 

L'Iniziazione Reiki

Dove va a finire la rotondità della Luna quando diventa una falce? la rotondità si è semplicemente nascosa alla nostra vista.

Noi siamo in grado di percepire soltanto ciò che è presente.

Un'iniziazione Reiki è per cosi' dire un appello alla nostra natura di Buddha "il nostro Maestro Interiore"

Ciò che di misterioso accade in noi in questa circostanza è legato a qualcosa che da sempre è latente dentro di noi e attende ardentemente che un principe ho una principessa Reiki lo ridesti in noi mediante un'iniziazione.

Attraverso l'iniziazione questa potenzialità che è già in noi, viene quindi attivata per sempre.

Dopo l'iniziazione inizia il vero lavoro, che potrà essere seguito soltanto da voi stessi. L'iniziazione è molto diversa dalla tecnica. La tecnica, il rituale è solo il vestito, l'aspetto esteriore, mentre ciò che c'è dietro è la coscienza nella sua forma più pura, per meglio dire, nell'assenza di forma. Ciò o chi è nascoso dal vestito siete voi stessi! A tutti fa piacere indossare ogni giorno un vestito nuovo, ma questa esteriorità non cambia affatto la realtà: qualunque cosa avvenga, dovunque voi andiate ci siete sempre voi!

Quindi anzichè correre da un Maestro all'altro, e farvi iniziare a questo o quel tipo di Reiki, cercatevi e state soli con voi stessi. Il modo migliore per stare con se stessi è la meditazione. Meditare non significa necessariamente stare sotto un albero come il Buddha. Tutto ciò che fate può essere fatto in maniera consapevole o inconsapevole. Essere meditativi significa soprattutto fare in piena consapevolezza tuto ciò che si fà abitualmente.

M° Frank Arjava Petter

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