Il Rapporto fra Maestro e Allievo

il maestro

Nel corso dell'esistenza, veniamo a contatto con molti insegnanti, come genitori, fratelli, parenti, docenti scolastici, allenatori, amici, colleghi, curatori di seminari etc. Alcuni di essi ci insegnano anche qualcosa a livello spirituale, o che almeno ci aiutano sul nostro percorso verso la luce e l'amore; a volte cercano di darci qualche consiglio importante che ci conforti lungo il cammino.

Quanto un maestro spirituale possa fare per noi dipende dalle sue capacità e dal suo impegno, dalle circostanze dell'incontro, dalla nostra volontà di lasciarci guidare e dalla serietà che dimostriamo.

 

Perchè per un individuo è proprio necessario un insegnante spirituale?

L'occhio non può vedere se stesso; per farlo, ha bisogno di uno specchio. Gli esseri umani possono riconoscersi e imparare ad accettarsi sinceramente cosi' come appaiono soltanto nello specchio di un'altra persona che li guardi in modo onesto, amabile e autentico.

Il principio fondamentale dell'omeopatia, un metodo di cura naturale ideato dal medico e farmacista tedesco Samuel Hahnemann, recita: <il simile si cura con il simile>. Applicato alla vita emotiva dell'uomo, ciò significa che le ferite, le frustazioni e i timori sofferti nei rapporti possono essere curati con altri rapporti simbolicamente simili. L'individuo imprigionato dentro di noi può essere riscattato e reso consapevole della luce interiore dall'incontro con un'altra persona.

Un maestro può offrirvi l'iniziazione e mostrarvi come sfruttare praticamente in molti modi le nuove capacità che possedete;...tuttavia, l'obiettivo è il PERCORSO.

Un maestro Reiki non è necessariamente una guida Spirituale; i requisiti minimi che deve possedere sono la capacità, le conoscenze e le abilità operative, necessarie per "iniziare" altre persone e addestrarle nell'uso di base dell'energia vitale universale e contribuire allo sviluppo individuale degli allievi, utilizzando il massimo delle sue personali risorse. Come guide spirituali, semmai esorteremo gli allievi a mettere seriamente in discussione in nostri principi e punti di vista, cosi' da renderli indipendenti e in grado di pensare in modo responsabile: non solo ci opporremo alla fede cieca da parte loro, ma la contesteremo con energia ogni volta che la dimostreranno. Ed un sano rapporto di crescita personale e spirituale, dovrà anche prevedere una fase in cui il cordone ombelicare, dopo un certo tempo, verrà reciso;

Quanto più profondi sono il rapporto e la fiducia che si sviluppano tra il maestro e il discepolo attraverso varie esperienze comuni, tanto più saranno essenziali gli insegnamenti e più significativa la trasformazione. Un rapporto di preparazione spirituale, però, deve anche prevedere una fase in cui il cordone ombelicare, dopo un certo tempo, viene reciso; nel caso ideale entrambe le parti dovrebbero vivere il processo in modo corretto e compassionevole.

 

Un maestro di Tai Chi Chuan, avvertendo che l'allievo oramai da molto tempo lo imitava alla perfezione, improvvisamente al suo allievo disse:

< Ti stai muovendo in modo sbagliato! >

l'allievo sconcertato disse
< perchè? stò facendo esattamente i vostri movimenti! >

< proprio cosi' > disse il maestro e sorrise.

 

In altri termini un buon Maestro di Reiki deve aver percorso un lungo cammino di crescita personale prima di poter pensare di trasmettere ad altri Reiki, ed è colui che è dedito al Servizio, ossia a tenere seminari di Reiki e sostenere altre persone nel loro percorso di crescita ed evoluzione spirituale. Il Maestro è un allievo che ha lavorato molto su di sé e può aiutare, con i suoi insegnamenti, con amore e dedizione, altri allievi ad “Iniziare” un "Percorso", in questo caso il percorso del Reiki, senza creare dipendenza psicologica.

Ad un Maestro spirituale non potete chiedere che possegga tutto il sapere e tutti i poteri. Avete il diritto di chiedergli solo una cosa: che sia per voi un tramite con il Cielo, che vi mostri il cammino verso Dio, che vi guidi sulla via della luce. D’altronde, un vero Maestro spirituale non vi terrà per sé, vi condurrà verso Dio. E se insistete per restare vicino a lui, vi dirà: “No, no, non contate tanto su di me, non posso darvi tutto, solo il Signore vi può colmarvi. Io posso solo aiutarvi a trovare il cammino. Se volete, sono come una cabina telefonica che vi permette di comunicare con il mondo divino, con le gerarchie celesti, ed è tutto.” Ecco cosa dirà un vero Maestro: Certo, se non è un vero Maestro vi racconterà ogni genere di altre cose e sta dunque a voi avere del discernimento.

 

Un vero Maestro non è quello con il maggior numero di allievi,
ma quello che crea il maggior numero di maestri.

 

Il vero capo non è quello che ha il più gran numero di sudditi,
ma quello che guida il maggior numero di persone verso la regalità.

 

Il vero insegnante non è quello che possiede il più vasto sapere,
ma quello che riesce a portare il maggior numero di allievi alla conoscenza.

 

E il vero Dio non è Quello servito dal maggior numero di fedeli servitori,
ma Quello che serve di più, rendendo simili a Lui anche tutti gli altri.

 

Ciò che caratterizza un vero Maestro non è la sua scienza,
la sua chiaroveggenza o i suoi poteri, ma il suo "disinteresse".
Può avere la scienza, la chiaroveggenza e i poteri ma se non è disinteressato,
anche se gli esseri umani lo riconoscono come un Maestro, il Cielo non lo riconosce..

 

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