La Psicologia Transpersonale

psicologia transpersonale

Transpersonale significa "oltre la persona", ovvero "oltre la maschera".

In ogni individuo, dietro la personalità, la struttura del carattere, la storia dell'io, cè una dimensione più vasta, la dimensione spirituale, di cui si sono occupate le religioni e le filosofie orientali ed occidentali.

Essa è denominata la quarta forza, laddove la prima è il Comportamentismo, la seconda è la Psicoanalisi e la terza la Psicologia Umanistica.

Fu Abraham Maslow, uno degli esponenti di spicco della psicologia umanistica, a proporre, nel 1968, un ulteriore ampliamento delle basi filosofiche e del campo di ricerca della psicologia:

«Dovrei pure osservare che, a mio avviso, la psicologia umanistica, la Terza forza della psicologia, è transitoria, è un prologo ad una Quarta psicologia ancor più "elevata", trans-personale, trans-umana, incentrata sul cosmo anziché sui bisogni e sull'interesse umano, oltrepassante la condizione umana, l'identità, l'autorealizzazione e così via».

Dopo la scomparsa dell'autore, la psicologia transpersonale andò arricchendosi ad opera di una serie di studiosi, soprattutto statunitensi; tra i precursori, vi è anche l'italiano Roberto Assagioli, con la sua Psicosintesi. Dagli anni settanta agli anni novanta, il campo fu sviluppato tramite le opere di autori come Stanislav Grof, Ken Wilber, Michael Washburn, Frances Vaughan, Roger Walsh, Stanley Krippner, Michael Murphy, Charles Tart, David Lukoff e Stuart Sovatsky.

L'ipotesi centrale della psicologia transpersonale è che l'uomo non sia semplicemente un'unità bio-psichica, ma un insieme aperto e collegato, nella sua realtà più intima, profonda, a una presunta dimensione "Spirituale".

C'è dunque un recupero esplicito dell'aspetto spirituale dell'esistenza, senza che questo implichi l'adesione a un credo o a una tradizione particolari. Si tratta, infatti, di un approccio scientifico, e non fideistico: non prende avvio da rivelazioni o da dogmi, ma da una ricerca attenta e sistematica sugli stati di coscienza non-ordinari, così come si verificano nell'esperienza religiosa e non, di ogni tempo e di ogni cultura. In uno studio di questo tipo, la ricerca psicologica si arricchisce dei portati della mistica comparata, senza assumere in maniera implicita le concezioni filosofiche e culturali che ne stanno alla base. L'uomo acquista così un'identità «transpersonale», cioè un'identità che è in grado di trascendere la struttura della personalità, senza perdere, però, il contatto con la propria individualità. Usando una definizione di Roberto Assagioli, l'individuo si scopre "cittadino di due mondi" e viene invitato a vivere "coi piedi per terra e la testa alta verso il cielo".

L'approccio transpersonale parte, dunque dal principio che le esperienze interiori di ordine mistico ed estatico così come l'anelito alla trascendenza dell'io costituiscano un aspetto significativo dell'umana esperienza, degno pertanto di essere oggetto di studio da parte della psicologia.

L'anelito primordiale dell'essere umano volto a comprendere la natura e ad armonizzarsi con essa diede vita alle prime "religioni della natura", fondate sull'esperienza estatica per le quali esiste una "unità fondamentale del creato". Esse si diffusero sull'intero pianeta e per migliaia di anni costituirono il sistema spirituale e terapeutico dominante.

Gli studiosi definiscono questo sistema "Sciamanesimo"; secondo questa visone del mondo "originaria", il mondo minerale, vegetale, animale ed umano, il mondo sottile degli spiriti e delle divinità coesistono l'uno dentro l'altro e l'uno per l'altro.

Non a caso ai nostri giorni, da un lato le acquisizioni della fisica quantistica, dall'altro l'emergere del nuovo "paradigma olistico" e del movimento transpersonale hanno fornito nuove convalide e nuovo impulso a questa "Tradizione Primaria". Sfruttando la sua grande capacità di intessere un rapporto con la dimensione spirituale, lo sciamano diventa padrone di tecniche estatiche e divinatorie, capaci di offrirgli metodi per viaggiare tra i vari mondi, ossia tra le varie dimensioni della coscienza.

Il Processo Transpersonale consiste nell'esplorazione del mondo interiore di sensazioni, emozioni, e percezioni che conducono senza alcun significato apparente verso l'indagine, verso il graduale affrancamento dalla propria storia individuale, verso il passaggio attraverso esperienze di radicale trasformazione ed infine all'accesso alla dimensione transpersonale, luogo delle qualità spirituali e della "vera natura".

L'esperienza transpersonale è, in definitiva, quella condizione nella quale il Sé comincia ad aggregarsi intorno ad un centro di coscienza "superiore" ed a superare i conflitti connessi alla mente duale, aprendosi ad una visione unitiva e disidentificata da interessi esclusivamente personali.

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