Meditare

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La parola “meditare” deriva dalla radice latina “meditatio”, cioè riflessione. La storia della meditazione ha certamente le radici più antiche nel mondo orientale. Gli scritti più antichi che trattano della meditazione sono del 1500 a.c. Nell’ induismo, poi in seguito nel buddismo e nel taoismo.

Lo scopo fondamentale della meditazione, soprattutto in passato, era di utilizzarla come “veicolo” per entrare in stati non ordinari di coscienza e vivere esperienze mistiche di estasi e connessione con il Divino, una finestra aperta sulle realtà spirituali.

La meditazione di cultura Orientale è prevalentemente "recettiva", utilizza l’osservazione e ha come scopo ultimo l’assenza di pensieri e permette all’essere umano di raggiungere il livello di “consapevolezza senza pensieri”.

La meditazione più vicina alla cultura Occidentale è invece "riflessiva", dove l’oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa (oggetto fisico, pensiero, ripetizione di preghiera, visualizzazione).

Possiamo dividere i metodi di meditazione in statici, che prevedono l’immobilità del corpo, o dinamici, che invece prevedono il movimento corporeo.

Nel tempo moderno, certamente la conoscenza e sperimentazione della meditazione nel mondo occidentale ha avuto grande sviluppo dalla fine degli anni 60, quando il movimento culturale del ‘68 ha portato molti giovani alla scoperta dell’India e dei suoi maestri spirituali, alcuni dei quali diventati molto famosi come Krishnamurti, Maharishi, Osho, Sai baba, Babaj e ai nostri giorni il Thich Nhat Hanh, il Dalai Lama e Amma.

Tutti possono meditare, perché la meditazione è uno “stato naturale” dell’essere umano. Non occorrono doti speciali, neanche anni di vita monastica in Tibet, meditare è un’abilità che ha solo bisogno di essere sviluppata, praticata e vissuta.

Lo stato Meditativo è uno stato di silenzio e di pace interiore, che può essere sperimentato e ritrovato con l' ausilio di tecniche specifiche tra cui il respiro, la consapevolezza, il movimento, il suono, osservare un oggetto, l'esperienza dei chakra, la danza, l'ascolto interiore, il rilassamento, la compassione, il Reiki, lo Yoga.....

Con la Meditazione è possibile liberarsi dalle tensioni e degli stress accumulati nel nostro sistema nervoso, usando anche suoni e movimenti del corpo per fluire in un rilassamento guidato e per entrare in uno stato di trascendenza totale.

Lo scopo della pratica è dunque la liberazione dalla sofferenza, è ritrovare la FELICITA' e saper vivere il presente. E ciò è tanto più importante quanto più la sofferenza deriva da pregiudizi, chiusure, rigidità o, detta in altri termini, distorsioni cognitive.

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L'esercizio regolare della meditazione aiuta dunque a superare la tendenza a creare giudizi e preconcetti (buono, cattivo, giusto, sbagliato, etc.) per riappropriarsi della esperienza diretta, senza pregiudizi, senza chiusure, senza negazioni, senza rifiuti.

La meditazione sviluppa le potenzialità della mente e integra il funzionamento del cervello. La crescita dell'integrazione cerebrale ha un'influenza positiva sulla salute fisica, sul comportamento.

Gli studi dimostrano che la pratica quotidiana della meditazione permette ad esempio di accrescere la zona del cervello deputata al prendere le decisioni. Gli studi condotti nelle università e negli istituti di ricerca dimostrano e confermano attraverso la risonanza magnetica, l'addensarsi della materia grigia meditando per circa 40 minuti quotidianamente.

La meditazione conduce ad un' attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante alla propria esperienza nel momento in cui essa viene vissuta.

 

KRISHNAMURTI

Una fonte di tristezza è il costante conflitto mentale tra “ciò che è” e “ciò che dovrebbe essere”.

La mente condizionata, nell’analisi di Krishnamurti, sfugge alla realtà concreta della sua impermanenza, della sua vacuità, e della sua tristezza: si costruisce muri di abitudine e di ripetitività, e insegue i suoi sogni del futuro o si aggrappa a ciò che è stato. Queste difese ci paralizzano, ci impediscono di vivere nel momento presente.

Ciò si realizza attraverso tre abilità fondamentali che vengono apprese e coltivate con la pratica quotidiana:

  • Apprendere ad ancorarsi al momento presente, invece di essere coinvolti dalle emozioni catastrofiche, depressive o di bisogno compulsivo;
  • Apprendere a riconoscere i pensieri in quanto tali;
  • Superare la tendenza all’evitamento esperenziale, caratterizzato da atteggiamenti di fuga e di rifiuto nei confronti dei propri pensieri, emozioni e sensazioni fisiche;

La pratica costante della Meditazione crea un maggiore ascolto interno ed esterno, determinazione e forza di volontà, ed il nostro pensiero ne risulta più chiaro ed efficace, andando ad influenzare in modo positivo ogni aspetto della nostra vita.

Secondo Krishnamurti la meditazione è una delle più grandi arti della vita, forse la più grande, e non la si può apprendere da nessuno. Questa la sua bellezza. Non ha una tecnica e pertanto non possiede autorità.

Quando si conosce se stessi, si osserva se stessi, il modo in cui si cammina, si parla, si mangia, ciò che si dice, come si odia, come si diventa gelosi, si diventa consapevoli di tutto ciò che è dentro di noi, senza una scelta, allora quella è meditazione.

Comunque la meditazione implica un duro lavoro per acquisirla. Richiede un’alta forma di disciplina, che non è conformismo, imitazione, obbedienza, ma disciplina che deriva da una costante consapevolezza non solo delle cose interne, ma anche di quelle esterne. La meditazione non è un’attività svolta in isolamento ma è azione quotidiana che richiede cooperazione, sensibilità e intelligenza. Senza gettare le basi di una corretta esistenza, la meditazione è solo una fuga e pertanto non ha alcun valore.

Una vita giusta non la si ottiene seguendo una qualsiasi forma di moralità sociale, ma con la libertà dall’invidia, dall’inimicizia, dall’avidità. La libertà da questi sentimenti non la si ottiene con l’esercizio della mente bensì prendendo coscienza di essi tramite l’auto-conoscenza.
Se non si conoscono le attività del proprio io, la meditazione diventa solo una specie di eccitazione sensuale e quindi di poca importanza.

La meditazione non è un mezzo per raggiungere un fine, è entrambi le cose, un mezzo ed un fine.
(tratto da: Secondo Il potere della meditazione: Krishnamurti)

 

 

AMIDA BUDDHA IL SUTRA DEL CUORE

Buddha in meditazione. Amida Buddha, Kamakura (Giappone) XIII secolo
Scultura in pietra che raffigura il Buddha che medita nella posizione del loto, con le mani in grembo.

L'importanza della meditazione negli insegnamenti buddhisti è provata dal fatto che Buddha realizzò l'illuminazione proprio mentre meditava sotto l'Albero della Bodhi

Tutte le tradizioni del buddhismo considerano la meditazione la via maestra all'illuminazione. La meditazione è una delle tre suddivisioni dell'ottuplice sentiero. Il temine per la meditazione è bhavana, che significa <<coltivare>> o, letteralmente, <<far diventare>>. Il significato letterario è appropriato, perchè la meditazione è il principale metodo buddhista per trasformare se stessi in ciò che si desidera.

La storia racconta che il Buddha abbandonò i suoi maestri spinto dalla consapevolezza che entrare in uno stato di trance, per quanto beato e sereno, era solo un temporaneo diversivo e non una soluzione permanente alla sofferenza. Gli stati meditativi, come tutto nel samsara, sono transitori e non durano. Quesi maestri e le loro tecniche di meditazione non erano in grado di offrire una profonda visione filosofica della natura delle cose, necessaria per la liberazione totale.

Buddha, perciò, sviluppò una tecnica di meditazione completamente nuova per arrichhire gli esercizi appresi dai suoi maestri. Alle tecniche che nel buddismo prendono il nome generico << meditazione che calma la mente>> samatha, Buddha ne aggiunse un'altra detta <<meditazione introspettiva>> vipassana. La sua funzione non è indurre pace e tranquillità mentale, ma generare un'introspezione penetrante e critica. In pratica le due tecniche della calma mentale e dell'introspezione vengono utilizzate l'una a sostegno dell'altra nella stessa seduta: la prima viene utilizzata per ottenere la concentrazione, poi subentra l'introspezione per indagare e analizzare, il corpo e le percezioni fisiche, le sensazioni, gli stati d'animo, gli schemi mentali e i pensieri...

 

 

Attualizzando, un aspetto fondamentale quindi è la tua soggettività, cioè qual’è il veicolo che è più adatto a te per raggiungere i tuoi obiettivi.

Per alcuni sarà la meditazione statica, per altri quella dinamica, per alcuni fissare un pensiero, per altri fare il vuoto, per altri danzare... occorre che tu faccia un percorso di sperimentazione per comprendere quale “veicolo” sia adatto a te.

 

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“L'ESSENZA”
PERCORSO DI MEDITAZIONE 

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La meditazione ti consente di vivere pienamente le tue giornate
Quando impariamo ad essere consapevoli del presente, momento per momento, la nostra vita cambierà radicalmente.

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