Psicologia Olistica

gestalt analitica psicologia olistica

Per Psicologia Olistica s'intende generalmente quella branca della psicologia che si occupa d'intervenire sulle strutture psichiche dell'uomo utilizzando un approccio "globale all'uomo".

Olistico deriva dal greco holon che significa "tutto, intero". Il pensiero olistico ha la caratteristica di prendere in considerazione la totalità organizzata e non la somma delle parti. Le parti non sono viste a se stanti, ma osservate nelle loro relazioni.

Il pensiero olistico quindi si collega alla teoria dei sistemi il cui assunto fondamentale è che l'insieme è più della somma delle parti.

La psicologia olistica considera l'individuo nella sua interezza ed unità, un sistema integrato in cui le varie funzioni concorrono a questa unità e fanno riferimento ad un centro, chiamato "Sè".

Il sè è un nucleo di coscienza che ha carattere permanente e continuativo nel corso dei cambiamenti somatici e psichici dell'esistenza individuale. Altro aspetto fondamentale è che l'individuo è visto nel suo rapporto con l'ecosistema della terra, perchè la terra stessa è concepita come un sistema unitario che comprende la società umana, insieme alla fauna e alla flora.

Mentre la psicoanalisi freudiana traeva le sue conclusioni sulla psiche dallo studio delle psicopatologie ed era propensa a ridurre i processi psicologici a istinti primari, la psicologia umanistica si concentrava su soggetti sani, sullo sviluppo dell'essere umano e delle sue potenzialità, e sulle funzioni più alte della psiche. Uno dei suoi capisaldi era la necessità di una psicologia sensibile ai bisogni reali dell'uomo e al contempo capace di dare sostegno agli interessi e agli obiettivi della società umana.

In seguito Maslow (1908-1970), insieme a Antony Sutich (1907-1976), si rese conto che veniva trascurata la dimensione Spirituale dell'uomo e dalla collaborazione con Stanislav Grof (1931) è nata nel 1967 la psicologia Transpersonale. L'aggettivo transpersonale, riferito alla psicologia, indica un modello psicologico in cui ha una fondamentale rilevanza lo sviluppo del Sè. Transpersonale significa oltre la persona, ovvero oltre la maschera. In ogni individuo, dietro la personalità, la struttura del carattere, la storia dell'io, cè una dimensione più vasta, la dimensione spirituale, di cui si sono occupate le religioni e le filosofie orientali ed occidentali.
Essa è denominata la quarta forza, laddove la prima è il comportamentismo, la seconda è la psicoanalisi e la terza la psicologia umanistica.

Ma non dobbiamo dimenticare il nostro Roberto Assaggioli (1988-1974), fondatore della Psicosintesi, anch'egli pioniere della psicologia transpersonale.

La transizione tra la psicoanalisi e la psicologia transpersonale la dobbiamo ad un altro geniale ricercatore, Carl Gustav Jung (1875-1961), che introdusse appunto il concetto di , come archetipo dell'inconscio collettivo, vero centro regolatore della psiche umana. Il Sè è il concetto cardine su cui si basa questa nuova visione unitaria dell'uomo perchè sottolinea che in esso esiste uno spazio psichico più vasto dell'io ed apre la porta allo studio di altri stati di coscienza che sono descritti nelle tradizioni mistiche orientali ed occidentali.

In ambito accademico la psicologia transpersonale incontrò molta ostilità, finchè alcuni ricercatori nell'ambito della fisica, della cibernetica e della biochimica, come Fritjof Capra, Gregory Bateson e Ilya Prigogine, e tanti altri ancora, non costruirono modelli che si allontanano profondamente dalla logica Newtoniana e che mostrano che a partire dalle cellule, fino ad arrivare alla galassia, è in opera un campo di coscienza, inteso come intelligenza del sistema. Potremmo dire che tutto è coscienza e che è la coscienza stessa che informa di sè le strutture di percezione, di apprendimento e di consapevolezza. Non sono dunque i processi neurofisiologici del cervello a produrre la coscienza, ma che è un'unità tra struttura e funzione.

Lo studio di stadi non ordinari di coscienza ha favorito oggi l'ntroduzione di tecniche di meditazione per attivare una più intima percezione di sè ed anche nuove possibilità di guarigione innescate da un processo di armonia tra le varie funzioni psichiche e somatiche.

Cosi' come il Sè, introdotto da Jung, costituisce una svolta nella psicologia, un'altra rivoluzione la dobbiamo allo psichiatra geniale e perseguitato, Wilhel Reich (1897-1957) allievo di Freud (1856-1939), che per primo si rese conto che non si poteva condurre una psicoterapia davvero efficace senza restituire al paziente la sua corporeità. Egli dimostrò l'identità funzionale tra psiche e soma e introdusse il corpo nel processo psicoterapeutico, assistendo cosi' ad una rivoluzione del paradigma scientifico nel campo della moderna psicologia con l’introduzione di due fattori essenziali, senza i quali non si può parlare di psicologia olistica: essi sono appunto il corpo e la coscienza.

Infatti Reich constatò che tutte le difese ed i condizionamenti, in una parola ogni nevrosi, si strutturano nel corpo. Approfondendo la sua pratica clinica osservò che ogni emozione repressa viene bloccata e trattenuta mediante la muscolatura e che esiste uno stretto legame tra l’insieme di queste tensioni, la formazione delle difese e la struttura del carattere. Psiche e soma sono l'intreccio e la conseguenza di un nucleo energetico intelligente che egli chiamò "Core".

Il modo corporeo di ogni individuo è contemporaneamente modo psichico. Questa scoperta dell’identità funzionale tra psiche e corpo sancisce il passo decisivo verso la psicologia olistica che concepisce in maniera unitaria e correlata ogni funzione dell’essere umano. Unità nella molteplicità. Avendo sancito l’identità funzionale tra corpo, emozioni e carattere, Reich sviluppò una metodologia psicoterapeutica che esce dall’esclusiva dimensione verbale e cognitiva ed include l’espressione emotiva, la dimensione di contatto tra terapeuta e paziente, la respirazione e la percezione corporea.

Ogni successivo approfondimento delle scuole e dei metodi psicocorporei, a partire dalla bioenergetica di Alexander Lowen, o John Pierrakos, fondatore della Corenergetica, nascono da Reich.

Reich e successivamente Lowen avevano evidenziato delle strutture caratteriali di base, prendendo come riferimento le fasi di sviluppo del bambino, dalla nascita alla pubertà, rifacendosi in parte alle fasi descritte da Freud. Ma definire tali strutture caratteriali può diventare una trappola od un clichè che imprigiona gli individui e che non tiene conto delle conformazioni genetiche che sono precedenti e preesistenti alla formazione del carattere e soprattutto dell’intera fase intrauterina che ha un’azione determinante nel successivo sviluppo dell’individuo.

Inoltre in una fase molto attuale della ricerca è stato scientificamente dimostrato che l’azione neuroendocrina, a partire dalla fase intrauterina, ha effetti altrettanto determinanti sulla crescita emotiva e caratteriale. Queste ultime scoperte rendono molto più complesso il quadro e conducono alla formazione di un modello psicologico olistico pluridimensionale in cui strutture muscolari, strutture neuroendocrine con la loro produzione ormonale, caratteristiche emotive-affettive e schemi cognitivi si intersecano e comunicano continuamente.

Da ciò deriva che il modello si struttura su: 1) asse corporeo-muscolare; 2) asse istintuale pulsionale; 3) asse neuroendocrino e neurovegetativo; 4) asse emotivo-sentimentale; 5) asse mentale cognitivo. L’insieme coerente di un sistema così complesso, capace di continua evoluzione e trasformazione riporta ad un’unità di funzionamento che da alcuni è chiamata "mente del sistema" (Bateson) e che preferiamo chiamare la "coscienza del sistema".

Il progetto di mettere ordine nel vastissimo campo delle scuole di psicologia tradizionale e di psicologia transpersonale lo si deve a Ken Wilber, studioso a vasto raggio, che è impegnato nello sforzo di collocare ogni sistema psicologico in una determinata fase dello sviluppo individuale. Il suo assunto è che ogni sistema ha una sua validità sia esplicativa dell'uomo che terapeutica. Egli ha creato un sistema che comprende i numerosi approcci alla coscienza e che ha chiamato Psicologia integrale.

La Psicologia Olistica è molto giovane e quindi non è ancora ben definita, per cui spesso viene confusa con la psicologia Transpersonale e con la psicologia Integrale. In sintesi possiamo dire che la Psicologia Olistica è una visione unificata della psicologia in cui bisogna superare l'esistenza delle scuole e dei metodi, ma indicare un unico processo di sviluppo che dovrebbe diventare la psicologia del futuro.

Possiamo comunque semplificare dicendo che del livello egoico si occupa fondamentalmente la Psicoanalisi, del livello esistenziale la Psicologia Umanistica e del livello mentale le Discipline Orientali.

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